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Il diesse Del Frate carica la squadra in vista dello scontro interno con lo Scandicci. Il pareggio contro la capolista ancora brucia nell'anima dei biancorossi che voglio subito riprendersi quello che gli è statto negato.

Derubati di una vittoria esaltante. L’Orvietana recrimina a gran voce la “truffa”, il “furto”, lo “scippo” di una vittoria contro la capolista. “Il rigore non c’era: lo sanno i giocatori dell’Orvietana e quelli del Figline, l’unico che non se né accorto è stato l’arbitro”; in questo modo parla il direttore sportivo, Alberto Del Frate (nella foto) il giorno dopo la beffa di vedersi raggiungere dalla capolista nei minuti finali con un rigore dubbio. Il profeta era stato il tecnico, Fabrizio Fratini, che la settimana scorsa diceva: “Andiamo a Figline per vincere, sperando che non ci si metta nulla di mezzo”. Tra la vittoria e l’Orvietana si è messo di mezzo il signor Soricaro di Barletta che al 34esimo della ripresa è andato a fischiare un rigore inesistente su Iacona. Non è detto che anche l’attaccante non si sia reso conto che il rigore non c’era, ma in certi casi fare la spia diventerebbe controproducente. I biancorossi potrebbero accontentarsi, comunque, di aver pareggiato e messo in difficoltà la squadra migliore del girone, ma nel calcio non esistono le consolazioni, c’è il rammarico da smaltire in settimana facendolo trasformare in rivincita. “Abbiamo giocato una partita perfetta sotto tutti i punti di vista – ammette il diesse, Del Frate – Eravamo partiti con la convinzione di fare bene, consapevoli di un buon momento fisico e tattico. Sul capo è stato così fin dalle prime battute. Il Figline ha faticato a contenerci, tanto da rimanere in svantaggio per oltre un tempo. Quando stai in vantaggio a dieci minuti dalla fine pensi di avercela fatta, invece a mettere lo zampino in una bella gara è arrivata la decisione sbagliata dell’arbitro”. L’Orvietana aveva fatto tutto bene per un tempo e tre quarti. La squadra aveva messo alle corde il Figline giocando spavalda e aggredendo gli spazzi. Il modulo ad una sola punta scelto da Fratini aveva preferito la fisicità di Alessandro Baffo che in mezzo alla difesa ospite si è battuto come un leone. Dietro il rodato centrocampo con Gramaccia, Ingrosso e Cersosimo che girava a pennello. È stato, Valerio Ingrosso, ha impreziosire la giornata con una botta delle sue da venti metri. Poi quel maledetto rigore messo dentro dal solito, Frediani, che ha riequilibrato aritmeticamente le sorti di una gara tutta dalla parte dell’Orvietana. Ora il prossimo obiettivo è lo Scandicci, altra fiorentina. Dunque tutti pronti per la possibile rivincita. |